lunedì 15 aprile 2013

DISTINZIONI, ovvero: brave e cattive ragazze


L'altroieri, trovandomi alla stazione in procinto di prendere il treno, sono entrata in edicola con l'intento di comprare una rivista, finendo per acquistare Glamour. A pagina 122 del numero di aprile 2013 c'è infatti un articolo intitolato #FEMMINISMO, ed ero incuriosita dal modo in cui una rivista femminile potesse trattare un argomento delicato come questo.
L'articolo comincia con una brevissima intervista alla commessa della Tuba, libreria/negozio erotico di Roma. L'intervistata sostiene che "la rete è l'arma appuntita delle nuove generazioni", e più o meno tutte le successive 4 pagine sono orientate a dimostrare questa tesi, fornendo dati ed esempi e interpellando blogger e attiviste. In una breve intervista a Clarence Edgard-Rosa, giovane autrice del blog pouletrotique.com, si legge "[...] l'istruzione è l'arma più efficace contro il sessismo. Se le ragazze crescessero ambiziose e audaci, avrebbero maggiori probabilità di difendersi da sole e far sentire la loro voce." Mi sembra una frase molto condivisibile, assieme a quest'altra che si può leggere nell'intervista all'attrice Zooey Deschanel a pagina 88:"Perché non possiamo essere allo stesso tempo femminili e femministe, e avere successo?". Queste affermazioni mi sembrano condivisibili perché credo che il femminismo abbia poco a che vedere con il non depilarsi le ascelle e il bruciare reggiseni, e si debba occupare di questioni decisamente più importanti tipo i diritti, le pari opportunità, l'indipendenza, il rispetto per sé e per gli altri.
Tuttavia, sfogliando la rivista, sono finita a pagina 390, dove è proposto il seguente titolo: Le cattive ragazze hanno orgasmi migliori del tuo.
Vi riporto alcune frasi:
"Le cattive ragazze [...] hanno capito che premia di più soddisfare i bisogni che le aspettative"
"[Le cattive ragazze] difendono la propria dignità dal comune senso del peccato"
"La cattiva ragazza è sempre lucida quando si chiede Lo voglio o no?"
"Le cattive ragazze hanno capito meglio di che cosa hanno bisogno per stare bene e hanno capito che il benessere dipende dall'impegno che ci mettono loro, prima ancora che da quello che ci metterà il partner, occasionale o fisso che sia".

Praticamente quello che si intende qui è che quelle che sono chiamate cattive ragazze hanno grande rispetto per se stesse, una personalità salda, consapevolezza di sé, capacità critica e intraprendenza. Che invece a me sembrano tutte caratteristiche splendide, che non attribuirei mai a una cattiva ragazza ma piuttosto a una ragazza eccezionale.

Ecco, forse il problema parte anche da qui. Si dice che l'ambizione e l'audacia sono importanti, ma poi si diffonde l'idea che una donna sicura e consapevole di sé sia una cattiva ragazza. Quindi immagino che per brave ragazze si intendano quelle remissive che lasciano decidere l'uomo. E, soprattutto, immagino che chi si gode il sesso non possa essere una brava ragazza. Inevitabilmente si delinea l'immagine di una voluttuosa diavolessa, di una furba Circe mangiauomini (con le unghie laccate come si consiglia a pagina 173).
L'ambizione e l'audacia, almeno secondo l'intervistata Clarence, derivano dall'istruzione. Mi sono chiesta a che cosa le donne affidino la propria istruzione, soprattutto quella che riguarda la sessualità.
Mi sono dunque fatta raccontare una lezione di educazione sessuale da degli ex compagni di liceo di qualche anno in meno (quando io andavo alle superiori, questo genere di lezioni nemmeno esisteva). Gli incontri avvengono all'ultimo o al penultimo anno, quando ormai la maggioranza degli studenti si è già giocato la carta verginità, e consistono in una carrellata di immagini di genitali deturpati dalle malattie veneree, la distribuzione di preservativi da infilare su ortaggi vari di fronte a tutta la classe - tanto per non collegare il sesso protetto a un'esperienza sociale traumatica - e una lezioncina di anatomia base ("questi sono i testicoli", wow grazie tante). Nessun discorso sull'importanza della consapevolezza di sé, nemmeno un accenno all'autoerotismo come mezzo di conoscenza del proprio corpo; a sentirne i resoconti, sembra che le lezioni siano tutte finalizzate a dissuadere i giovani dall'avere rapporti sessuali, anziché insegnare il rispetto per se stessi e promuovere così un atteggiamento responsabile.
Con delle premesse del genere, non mi sorprende che la maggior parte delle ragazze e delle donne si affidi alle riviste e al web per chiarire i propri dubbi sulla sessualità. Anzi, a voler ben vedere, lo speciale sul sesso della rivista Glamour è proprio denominato Sesso: lezioni. Ma se in queste "lezioni" l'idea di una donna sicura della propria personalità e del proprio corpo, priva di vergogna e senso di colpa viene associata all'etichetta di cattiva ragazza, allora stiamo fresche.
L'immagine della cattiva ragazza come donna forte e indipendente è molto diffusa: basti pensare al numero di pornoattrici che si definiscono femministe. Considerarle un riferimento però è rischioso: certo avremmo come modello donne che apparentemente non si vergognano di nulla, men che meno del proprio corpo; ma esse ne propongono un'immagine iper-sessualizzata e molto stereotipata, e mentre questo può funzionare bene nell'industria del porno, al di fuori del mondo dello spettacolo è preoccupante che la sessualità esagerata diventi uno dei modi attraverso cui le donne cercano di affermare la propria identità. Certo è che c'è ancora molta strada da fare in un Paese dove sembrano poter fare carriera solo donne dalla sessualità marcata, mentre quelle che accentuano meno questo aspetto vengono denigrate anche dagli uomini (vi ricorderete tutti delle grottesche barzellette di Berlusconi). Questo dimostra che una corretta educazione è importante non solo per le femmine, ma anche per i maschi.

Alla luce di tutto ciò, mi sembra che non esista un vero punto di riferimento per nessuno, donna o uomo che sia.
Le lezioni a scuola sono inefficaci e ci spaventano inutilmente; gli articoli sulle riviste sono contraddittori e superficiali; il web è vasto, siamo circondati da un ciclone di informazioni e di dati ma manca qualcuno che ci insegni a interpretarli, filtrarli e leggerli con occhio critico.

Insomma, riusciremo mai a dissolvere la nuvola minacciosa sull'immagine di una donna sicura, consapevole e responsabile sia fuori che dentro il letto? Smetteremo di pubblicare articoli controproducenti - scritti da donne, per giunta - solo per riempire lo speciale sul sesso delle riviste femminili?

Vi lascio con questi interrogativi.

(E con un consiglio. C'è un libro molto interessante chiamato Guide to getting it on!, tradotto in italiano come Generazione sex, di Paul Joannides&Goofy Foot Press, edizioni Il Saggiatore. E' un manuale informale ma preciso su tutto ciò che dovreste sapere su sessualità, femminilità, mascolinità e dintorni, usato - purtroppo non ancora in Italia - per le lezioni di educazione sessuale in alcuni Stati americani. C'è una bella pagina di Wikipedia che vi spiega, in inglese, di cosa si tratta esattamente. Leggetelo.)


mercoledì 3 ottobre 2012

IRRITAZIONI, ovvero: minipost sulla giustizia quotidiana

Stamattina sono andata all'Esselunga. Quando ci vado sorrido sempre a tutti perchè quando sei stressato dalla spesa un sorriso fa sempre bene. Ho quindi fatto un gran sorrisone a una tizia alla cassa, prima di accorgermi che stava comprando una copia de Il Giornale e un vassoietto di uova di quaglia marca "Quaja Veneta". Mavvaffanculo. Le mie carte degli Eroi omaggio le ho cedute a qualcun altro.

mercoledì 30 maggio 2012

SEMITIZZAZIONI, ovvero: le barzellette sugli ebrei non fanno ridere

Sarà che c'è crisi, ma la gente oggi non sa ridere.
E non sa far ridere.
Tipo, leggetevi questa notizia; in due parole, il dirigente dell'ASL di Pavia si è dimesso perchè ha raccontato una barzelletta sugli ebrei (che però vi leggete nell'articolo perché io qui non la voglio riportare).
Ma io mi domando: il contesto professionale non sembra giusto un pochino sbagliato per raccontare una barzelletta sugli ebrei? Ma è idiota solo lui, o c'è la generale tendenza a raccontare minchiate in pubblico, alla maniera Berlusca con le (finissssssssime) barzellette sulla Bindi?
Che poi che fanno questi in riunione oltre a raccontarsi barzellette, giocano a carte? Bevono whisky e soda? Si mostrano le fotine su Facebook?
Poi, accortosi di aver fatto la cazzata, Imbalzano torna sui suoi passi e dice "Non sono antisemita...". A parte il fatto che è un po' tardi per dimostrarlo, la ragione per cui siamo tutti contenti delle tue dimissioni è che sei un pirla, ancora prima che un antisemita.
 
Onestamente: trovate che la barzelletta faccia ridere? Io credo che evochi delle immagini spaventose.
Le barzellette sugli ebrei sono di un'idiozia infinita. E le risate che le seguono non sono vere risate divertite, ma sono del tipo che si fa quando si sa di aver detto qualcosa di molto sconveniente e ci si sente un po' imbarazzati e un po' ribelli. Come i bambini che dicono "cacca!" e poi ridacchiano.

Si può ridere in maniera intelligente. Gli ebrei, per dire, ne sono capaci. Esistono tantissime barzellette ebraiche di gran gusto, spiritose e intelligenti: storielle che un popolo produce su se stesso, perché è molto conscio delle sue stranezze. Vi propongo una selezione delle mie preferite, sperando che vi strappino perlomeno un consapevole sorriso.

Un ebreo dice ad un amico: "Ti ricordi di mio figlio? Tu sai che l' ho sempre educato nel rispetto della religione ebraica. E' successa una cosa strana: l'ho mandato in Israele perché cresca da vero ebreo, e lui... è tornato cristiano". "
"E' strano.", risponde l'amico, "Anch' io ho educato mio figlio nel rispetto della vera religione, ma quando l'ho mandato in Israele, è tornato cristiano anche lui".
I due decidono di andare a parlarne col Rabbino.
"Rabbi, i nostri figli che abbiamo educato da veri ebrei sono andati in Israele e sono tornati a casa cristiani". "Questo è molto strano perché anche mio figlio è andato in Israele e, malgrado sia stato allevato da vero ebreo, è tornato a casa cristiano".
"Cosa possiamo fare? "
E il rabbino: "Chiediamo al Signore: Signore di Israele, Dio di Isacco e di Giacobbe, ascoltaci, vogliamo chiederti un consiglio: i nostri figli, tutti degli ottimi ebrei, sono andati in Israele e sono tornati a casa cristiani, che possiamo fare? "
E Dio: "Questo e' molto strano, perché anche mio figlio... ".
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Un ebreo impara a giocare a golf, e gli piace cosi' tanto che si allena tutti i giorni. Il sabato però è giorno di preghiera e di riposo per gli ebrei, e lui deve astenersi anche dal giocare a golf. Tuttavia non resiste e il sabato mattina presto corre al campo di golf ancora chiuso, scavalca la recinzione e si prepara a dare due tiri veloci veloci prima che arrivi qualcuno.
In cielo, San Pietro vede tutto e riferisce a Dio: "Dio, c'è un ebreo che gioca a golf! E' Sabato! Non si può giocare a golf! Lo devi punire!"
"Ci penso io."
L'ebreo mette a terra la pallina e... tok! con un solo tiro centra la buca a 300 metri di distanza!
San Pietro, sbalordito: "Ma che fai? Quel tipo, ti ho detto, è un ebreo! Gioca a golf di sabato, e tu gli fai far buca al primo colpo?""Eh, infatti! Voglio proprio vedere a chi lo racconta!".

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Migliaia di anni fa. Dio e' alla ricerca del popolo eletto. Si presenta agli Egizi dicendo: "Cerco il popolo eletto a cui dare i miei comandamenti".
"E in cosa consistono?"
E Dio: "Ad esempio: Io sono il Signore, Dio tuo, non avrai altro Dio al di fuori di me"
E il popolo Egizio: "Eh no! Noi siamo abituati a tanti Dei, il Dio Sole, Anubi, ecc, e un Dio solo non e' proprio possibile."
Allora Dio va dal popolo Fenicio: "Cerco il popolo eletto a cui dare i miei comandamenti."
"E in cosa consistono?"
"Ad esempio: non rubare". E i Fenici: "Eh no! Non e' possibile! Noi siamo un popolo abituato a fare commerci in tutti i mari, non possiamo rinunciare a tirare su i prezzi."
Allora Dio va dai Greci: "Sono Dio,cerco il popolo eletto a cui dare i miei comandamenti".
"E in cosa consistono?"
"Ad esempio: "Non desiderare la donna d'altri".
"Eh no! Non e' possibile! Noi siamo un popolo dedito all'amore sotto tutti gli aspetti, non se ne fa nulla."
Allora Dio va dal popolo ebraico: "Cerco il popolo eletto a cui dare i miei comandamenti"
"E quanto ci costano?"
"Ma nulla, sono completamente gratis!"
"Beh, ma allora daccene dieci!".
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Due rabbini sono in visita in America. Davanti ad una chiesa vedono un cartello: "2.000 dollari per chi si converte al cattolicesimo".
Il primo rabbino, veramente offeso dal vedere una religione caduta cosi’ in basso, dice al suo compagno: "Entro e vado a vedere cosa c’e’ di vero. Tu aspetta qui fuori".
Poco dopo il primo rabbino esce dalla chiesa e il suo amico gli chiede: "E allora? E’ vero che danno 2.000 dollari per una conversione? ".
E il primo rabbino guardandolo di traverso: "2.000 dollari? Ma voi ebrei non avete altro per la testa!".
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Un ebreo ed un cinese sono in treno nello stesso scompartimento. Dopo un po', l'ebreo si alza di scatto e tira un sonoro ceffone al cinese, urlando: "Questo è perchè avete bombardato Pearl Harbor!"
Allora il cinese: "Lei sbaglia, non sono stati Cinesi, ma Giapponesi...".
L'ebreo: "Cinesi, Giapponesi, Tailandesi, tutti la stessa cosa". E ritornano in silenzio.
Dopo un po' il cinese salta in piedi e tira uno schiaffo all'ebreo, urlando: "Questo è per il Titanic!"
L' ebreo: "Ma cosa c'entro col Titanic, è stato un iceberg!"
E il cinese: "Iceberg, Goldberg, Glumberg... tutti la stessa cosa!".

venerdì 17 febbraio 2012

CARICATURIZZAZIONI, ovvero: la comicità è una cosa seria

In occasione del festival di San Remo, i Soliti Idioti hanno realizzato uno sketch sull'omosessualità sul quale vorrei fare una riflessione. Non seguo il festival per ragioni che non voglio approfondire troppo e che comunque potete immaginare (tipo: "ho le orecchie"), quindi ho visto lo sketch su Youtube: anche voi potete vedere il video qui: http://youtu.be/tsNT82ppwz4


Ci sono due cose che mi danno fastidio di questo video. La prima è che lo sketch non fa ridere. Non perchè è sugli omosessuali, o perchè è caricaturale; è pieno di sketch con queste due caratteristiche che fanno effettivamente ridere (tipo questo http://youtu.be/nVt1EY896cY  dei Monty Python, mi scuso se è in inglese ma è noto che spesso in Italia il meglio non viene tradotto). Ma il problema è che non è proprio divertente, non ci sono dei bei giochi di parole, la mimica è scadente, insomma non è comico, non è satirico, è un'accozzaglia di gag malfatte e male assortite. Se la scena del matrimonio fosse stata tipo questa: http://youtu.be/dlzAquNjgsk (sempre dei Monty Python) non avrebbero forse riso tutti quanti? Io sì, e senza vergognarmene.

La ragione per cui gli sketch dei Monty Python sono divertenti è che introducono un elemento letto come anomalo in un contesto tipicamente normale: un ruolo autorevole e tipicamente maschile ricoperto da due omosessuali che, mentre abbandonano gli abiti da lavoro, abbandonano anche il cipiglio dei giudici e ritornano alla loro festosa "gaiezza"; un uomo che si reca in chiesa chiedendo di potersi sposare e si ritrova invischiato in un'imbarazzante confusione di ruoli. Arrivato alla fine dello sketch, lo spettatore si rende conto che l'elemento anomalo non è poi così anomalo: è normale che un giudice, dopo un'intensa mattinata di lavoro, sia esausto e voglia abbandonare il serioso atteggiamento e i pesanti abiti imposti dalla sua professione, come è perfettamente giusto non sottintendere che un uomo che chiede di sposarsi voglia farlo con una donna. Lo sketch dimostra, insomma, che la capacità di fare il giudice o di stringere un vincolo matrimoniale non dipende dall'orientamento sessuale, e che in questioni come queste la sessualità è (e deve essere) del tutto irrilevante. Questo tipo di comicità è quello giusto, perchè fa ridere, ma è un riso buono, un riso che esorcizza i demoni che noi stessi vediamo in ciò che non ci è familiare e che per questo ci spaventa, un riso che ci mette di buon umore nei confronti di qualcosa e ce lo fa accettare più facilmente.
Diverso è lo sketch dei Soliti Idioti: quando quello vestito di rosa dice "omosessuale" e poi fa un risolino, dicendo "se non lo dite voi, lo dico io", presenta l'omosessualità non come qualcosa di normale, anzi tutto sommato irrilevante, ma come qualcosa di probito che bisogna avere il coraggio di dire. "Omosessuale" è una parola tabù, la platea va incitata a pronunciarla, quasi fosse una parolaccia, una bestemmia, tanto vergognosa ma tanto liberatoria. Insomma essere gay è peccato, persino parlarne è peccato, e abbiamo bisogno dei Soliti Idioti che ci liberino dalla nostra frustrazione dandoci il permesso - nelle vesti di omosessuali - di parlarne, di riderne. Dietro alla "macchietta" dell'omosessuale dei Soliti Idioti non c'è nulla, non c'è una persona, non c'è nemmeno un personaggio: "Fabio" e "Non lo so" sono due caricature pure, nient'altro li caratterizza se non l'essere gay. Invece nello sketch dei Monty Python è proprio l'essere gay che è una caratterizzazione secondaria; inizialmente, i personaggi sono semplicemente due giudici e un uomo che si vuole sposare. La differenza è enorme, perchè nel primo caso si esclude la possibilità che l'omosessualità sia uno dei tanti tratti di una persona vera.
La comicità dei Soliti Idioti è sbagliata, perchè non solo non è divertente, ma tratta un argomento delicato con una superficialità che può essere considerata offensiva.
La delicatezza di alcuni argomenti non implica necessariamente che non se ne possa parlare. Anzi, essere politicamente scorretti talvolta è giusto. Ma, proprio in ragione della delicatezza dell'argomento, bisogna essere capaci, se si vuole ridere, di farlo con gusto, il che non è affatto semplice. Insomma, anche la comicità, a suo modo, è una cosa seria. Spero che i Soliti Idioti se lo ricordino.

P.S.: vi lascio con questo ultimo video, sempre dei Monty Python (nel caso non si fosse capito, li adoro): http://youtu.be/xr093QKvu64
Per quanto politicamente scorretto e caricaturale sia, non riesco a trovarlo davvero di cattivo gusto. E voi?

lunedì 13 giugno 2011

ABROGAZIONI, ovvero: ANDATE A VOTARE, oppure non esistete

Il titolo è un ultimo appello - a poche ore dalla fine del referendum - per invitare chi ancora non l'avesse fatto ad alzare il sedere dalla poltrona e fare il proprio dovere di cittadino.
Se non vedete l'ora di grattugiare (e si dice grattugiare, NON grattuggiare, troppa gente lo sbaglia) le barre d'uranio sulla pasta al pomodoro perchè non sapete più dove ficcarle, se pensate davvero che lavandovi le ascelle con "acqua Lilia - giovani fin da giovani" si volatilizzeranno 15 anni di rughe, se volete ribadire la vostra convinzione che la legge non è uguale per tutti nonostante i tentativi di quei quattro coglioni che sono rimasti onesti, allora votate quattro NO oppure risparmiatevi la fatica, prendete telo e ombrellone e godetevi la spiaggia. L'acqua del mare sarà l'unica che vedrete ancora pubblica, e i pesci radioattivi mutati a nove teste che vi azzanneranno le caviglie presto saranno specie protetta. Andate al mare numerosi, vi prego, tenete vivo il business del turismo, perchè il nostro Paese arriverà a fare così schifo che dall'estero non vorrà più venirci un cane.

domenica 19 dicembre 2010

PROSTITUZIONI, ovvero: escort potrebbe essere chiunque, persino chi vi precede alla cassa

Due ragazze alte, belle, capelli tinti, gioielli, pelliccia e borsa firmata, carta di credito alla mano, in coda alla cassa, si apprestano a fare una grossa spesa.

Ragazza 1: "Allora X si è decisa ad andarci?"
Ragazza 2: "Sì, certo, ci è andata."
Ragazza 1: "Cazzo, andare con Berlusconi..."
Ragazza 2: "Eh sì..."
Ragazza 1: "Sì comunque io ci devo riflettere, in fondo Berlusconi ha 75 anni..."

Questo dialogo è stato sentito dalla mia coinquilina oggi pomeriggio, in un punto vendita di una grande catena di negozi di vestiti e accessori.

Mai come ora mi è chiara l'importanza della contestualizzazione: normalmente avreste rizzato le orecchie a sentire due ragazze che parlano di lavoro in coda alla cassa?

martedì 14 dicembre 2010

MANIFESTAZIONI, ovvero: si fa presto a dire non violenza

14 dicembre 2010.  
Nel centro di Roma confluiscono 4 cortei: quello degli studenti universitari, quello degli studenti medi contro la riforma Gelmini, quello del sindacato dei metalmeccanici Fiom, quello dei Comitati dell'Aquila e degli abitanti di Terzigno. Alle ore 15 scoppia il putiferio. Volano pietre, fumogeni, bombe carta, uova, cartelli stradali. Vengono incendiati cassonetti, auto; sfondati bancomat e vetrine. Turisti e passanti sono messi al sicuro negli hotel, mentre fuori le forze dell'ordine cercano di contenere le azioni violente dei black bloc
Anna Finocchiaro (PD), esprime solidarietà verso la Polizia di Stato che ha saputo ben gestire la situazione. Gianni Alemanno, sindaco di Roma, dichiara: "Questo dev'essere un momento di grande scatto morale: le istituzioni devono fare muro contro questa violenza vergognosa, a pochi giorni dal Natale. [...] Le forze dell'ordine hanno fatto tutto il possibile per evitare che gli incidenti degenerassero. Erano anni che Roma non subiva una violenza simile, gratuita, vergognosa e senza giustificazioni".
La violenza è davvero vergognosa, sotto Natale o meno. Ed è la Polizia che è chiamata a contenere i manifestanti e a tenere la situazione sotto controllo. "Rispettiamo solo i pompieri" è il coro più cretino che io abbia mai sentito: credo sia piuttosto desolante vivere - sottopagati -  in un paese che va a rotoli, prendersi le sassate dei manifestanti e sentirsi urlare dietro dalla folla inferocita.
Però la violenza di oggi, Alemanno mio bello, non era gratuita. E non era ingiustificata.
E' vero, la gente si è presa la briga di portare spranghe e molotov fino a Roma. Forse la violenza ci sarebbe stata comunque, perchè quando c'è la possibilità - o magari la scusa - per agire male, la gente agisce male. E' sempre successo, sempre succederà. Però, statisticamente, su centomila persone ci sarà stato qualcuno che era partito con l'intenzione di manifestare in maniera pacifica. E ha saputo che tutto ciò contro cui manifestava era destinato a restare per tre - TRE!!! - miseri voti. E allora, scusate l'espressione, gli sono girati i coglioni. Ma proprio a manovella. Perchè la gente è stufa di essere presa in giro. Perchè se il popolo manifesta incendiando le auto e lanciando i sassi sarà anche incivile, e sarà pure stronzo, ma c'è anche da chiedersi se non è esasperato. Le forze dell'ordine preferirebbero stare a casa in pantofole piuttosto che dover stare in piazza in tenuta antisommossa; ma anche i manifestanti preferirebbero vivere felici con un governo che funziona piuttosto che tirare i sassi. E andiamo, se la prendono con la Polizia perchè in quel momento essa rappresenta lo Stato, e lo Stato fa schifo.
Ai manifestanti, a un certo punto, non importa più niente di fare la cosa giusta per il bene del Paese e dei suoi abitanti: ma tanto non la fa nessuno! Il governo dovrebbe dare il giusto esempio, e il giorno del voto per la fiducia FLI e Lega Nord si pestano in Parlamento. Questa è violenza gratuita e ingiustificata. 
I veri studenti dovrebbero essere a studiare, i veri lavoratori dovrebbero essere a lavorare, e i veri politici dovrebbero stare a governare, ma i veri studenti stanno a sognare un sistema scolastico decente, i veri lavoratori stanno a sognare un posto fisso decente e i veri politici stanno a fottere (non so più bene se le escort o il Paese, ma certo entrambi, allo stato delle cose, sono indecenti; per non parlare dei politici stessi). Diceva Luigi Villani il 30 novembre: "la riforma dell’università proposta dal Ministro Gelmini mira a eliminare le baronie, i nepotismi e i familismi che hanno portato all’esplosione delle tante ‘parentopoli’ che negli ultimi anni hanno squalificato il mondo accademico del nostro Paese". Forse falso in bilancio, concorso in strage, riciclaggio di denaro sporco, frode fiscale, corruzione, falsa testimonianza e rapporti con minorenni a pagamento (nostro?) non sono considerati problemi sufficientemente gravi. Pardon. Non mi ero resa conto che il familismo è davvero amorale solo quando sei veramente il papi.




Fonti: